Ovaio policistico ed insulino-resistenza

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo del sistema endocrino, uno squilibrio ormonale che interessa dal 5-20% delle donne in età riproduttiva.

Periodi mestruali prolungati (più di 35giorni), perdita dei capelli, condizione nota come alopecia, acne ed obesità sono i segni presenti nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico.

La causa esatta della sindrome dell’ovaio policistico è sconosciuta, ma è noto che alla base della malattia sono presenti fattori genetici e stili di vita predisponenti.

La diagnosi precoce, seguita da un’adeguata terapia possono curare la policistosi e ridurre il rischio di complicanze a lungo termine, come il diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, a cui la sindrome si associa tipicamente.

Caratteristiche:

I sintomi o i segnali della sindrome dell’ovaio policistico spesso iniziano durante gli anni riproduttivi, esplicandosi in molteplici aspetti.

Per poter porre diagnosi di PCO devono essere presenti almeno due dei seguenti aspetti:

    • Mestruazioni irregolari, come intervalli mestruali più lunghi di 35 giorni; meno di otto cicli mestruali all’anno; mancata mestruazioni per quattro mesi o più; e cicli che possono essere scarsi o prolungati
    • Eccesso di androgeni, conosciuti anche come ormoni maschili, che sono responsabili di problematiche quali: irsutismo, ovvero presenza di peli in eccesso sul viso e sul corpo, in particolare su petto, addome e schiena; acne adulta o grave acne adolescenziale; calvizia fronto-temporale (alopecia androgenetica)
    • Ovaie policistiche. Sarà necessario eseguire un’ecografia ovarica, pelvica o ancora meglio transvaginale, che descriverà la presenza di ovaie aumentate di volume, con numerosi follicoli ripieni di liquido, con aspetto cistico.

Complicanze

La sindrome dell’ ovaio policistico si può inoltre associare al sovrappeso, fino all’obesità, predisponendo la donna alle seguenti malattie:

  • diabete di tipo 2
  • pressione sanguigna alta
  • colesterolo alto
  • sindrome metabolica, cioè un insieme di segnali e sintomi che indicano un aumento significativo del rischio di malattie cardiovascolari
  • steatoepatite non alcolica, ossia un’infiammazione del fegato, conseguente ad accumulo di grassi
  • Infertilità
  • Apnea notturna
  • Depressione e ansia
  • Sanguinamento uterino anomalo
  • Neoplasia del rivestimento uterino (carcinoma dell’endometrio), causato da esposizione a continui alti livelli di estrogeni
  • Diabete gestazionale o pressione alta in gravidanza

Cause

I fattori che favoriscono la presenza della policistosi non sono ancora noti, ad oggi sono note le seguenti condizioni:

  • L’eccesso di insulina, in quanto è l’ormone prodotto dal pancreas che permette alle cellule di utilizzare lo zucchero accumulato nel sangue (glucosio), fonte di energia primaria per il corpo. In presenza di insulino-resistenza, la possibilità di utilizzare l’insulina in modo efficace è compromessa, e il pancreas deve produrre più insulina per dare il glucosio alle cellule. L’iperinsulinismo favorisce anche l’aumento dell’appetito, quindi l’aumento del peso corporeo, a volte accompagnata dalla presenza di ipoglicemie dopo i pasti. Inoltre l’insulina in eccesso influenza le ovaie, aumentando la produzione di androgeni, responsabili dell’acne, dell’irsutismo, dei disturbi del ciclo mestruale in quanto alterano l’ovulazione.
  • Ereditarietà, è ancora in corso la ricerca  dei geni responsabili dello sviluppo di questa sindrome, in quanto è confermata una certa predisposizione familiare.

Esami di laboratorio

Nel sospetto di una policistosi è bene eseguire mirati esami di laboratorio, per confermare la diagnosi.

  • Dosaggio degli ormoni che regolano il ciclo ovarico: LH, FSH, Estrogeno, progesterone
  • Androgeni: testosterone totale + SHBG, DHEAS, 17 OH-P
  • Valutare la presenza dell’insulino-resistenza dosando l’insulina e la glicemia a digiuno, da confermare poi con  curva da carico lunga di glucosio.
  • esami del sangue supplementari: colesterolo e trigliceridi

Terapia

Il trattamento della sindrome dell’ovaio policistico prevede sia terapie comportamentali sia farmacologiche, che agiranno in sinergia per combattere le complicanze come l’infertilità, irsutismo, acne o l’obesità.

Cambiare stile di vita

Una dieta ipocalorica, ricca di fibre e povera di zuccheri semplici, combinata con esercizio fisico aerobico moderato, ma quotidiano, riducono l’insulino-resistenza e migliorano l’assetto ormonale.

Farmaci

  • Regolare il ciclo mestruale, con la pillola anticoncezionale che contiene sia estrogeni che progestinici. In questo modo si ottiene la diminuzione della produzione di androgeni con una pausa per il vostro organismo dagli effetti degli estrogeni, riducendo il rischio di cancro endometriale e correggendo il sanguinamento anomalo. In alternativa alla pillola anticoncezionale, è possibile utilizzare un cerotto o anello vaginale che contiene una combinazione di estrogeni e progestinici. Ovviamente, per il periodo del trattamento non si potrà rimanere incinte. Per chi è a rischio di trombosi venose profonde, sarà più indicato un approccio alternativo con solo progesterone, da assumere dal 10 a 14 giorni ogni 1-2 mesi. Questo tipo di terapia regola i cicli e offre protezione contro il cancro endometriale, ma non migliora i livelli di androgeni e non previene la gravidanza. La metformina è un farmaco orale che migliora la resistenza all’insulina e abbassa i livelli di insulina,  aiutando l’ovulazione, garantendo cicli mestruali più regolari, ma anche la perdita di peso, se si segue anche un programma di dieta ed esercizio fisico, limitando quindi l’evoluzione verso il diabete mellito tipo2.
  • Aiutare l’ovulazione. Per chi invece cerca una gravidanza potrebbe essere necessario indurre l’ovulazione. Il Clomiphene (Clomid, Serophene) è un farmaco anti-estrogeno orale, che si prende durante la prima parte del ciclo mestruale. Se da solo il clomifene non è efficace, il medico può aggiungere metformina per indurre l’ovulazione. Se non si resta incinta con clomifene e metformina, il medico può raccomandare gonadotropine – follicolo-stimolante (FSH) e ormone luteinizzante (LH), farmaci che vengono somministrati per iniezione.Un altro farmaco che il medico può utilizzare è il letrozolo (Femara).
  • Ridurre l’eccessiva crescita di peli. Il medico può raccomandare la pillola anticoncezionale per diminuire la produzione di androgeni, o un altro farmaco chiamato spironolattone (Aldactone) che blocca gli effetti degli androgeni sulla pelle. Poiché lo spironolattone può causare difetti alla nascita, è necessaria una contraccezione efficace quando si utilizza il farmaco. Eflornithine (Vaniqa) è una crema in grado di rallentar la crescita di peli sul viso.