Medicina del lavoro

Di che cosa si occupa il Medico del Lavoro?

La Medicina del Lavoro è la branca della Medicina che si occupa di proteggere, promuovere e garantire la salute dei lavoratori in modo da incrementare la loro capacità produttiva all’interno di un ambiente lavorativo salubre e sicuro. La Medicina del lavoro, quindi, tutela il lavoratore dal punto di vista fisico e mentale; le sue aree di intervento vanno dalla prevenzione di tutte le problematiche che potrebbero insorgere durante lo svolgimento della normale attività lavorativa (patologie lavorative, malattie professionali); agli infortuni sul lavoro.
La Medicina del Lavoro ha tre obiettivi principali: il mantenimento e la promozione della salute e della capacità lavorativa; il miglioramento dell’ambiente di lavoro e del lavoro stesso per renderli compatibili ad esigenze di sicurezza e di salute; lo sviluppo di una organizzazione e di una cultura del lavoro che vada nella direzione della salute e della sicurezza.

In che cosa consiste una visita di Medicina del Lavoro?

La Visita di Medicina del lavoro è una visita complessa che considera, in primis, le condizioni di salute e benessere psico fisico del lavoratore, per poi analizzare l’ambiente di lavoro nel suo complesso. Tale visita che può svolgersi secondo differenti modalità parte sempre da una chiacchierata conoscitiva tra il medico ed il paziente in modo da comprenderne la situazione di salute generale ed il suo rapporto con il luogo di lavoro. La parte conoscitiva della visita è molto importante perché è in grado di far emergere eventuali patologie mediche pregresse o legate allo svolgimento delle mansioni richieste dal lavoro stesso. Il prosieguo della visita consiste in esami come la spirometria e l’audiometria, ma anche esami specialistici come la visita oculistica, la visita cardiologica, la visita otorinolaringoiatriaca e pneumologica.
Il sopralluogo sanitario, parte integrante della Visita di Medicina del Lavoro, è molto importante per le realtà ad elevato rischio sanitario e sfocia, spesso, in  una vera e propria consulenza fatta dal Medico del Lavoro per rendere l’ambiente lavorativo più sicuro e salubre.

Quando è obbligatorio attivare la sorveglianza sanitaria in azienda?

La sorveglianza sanitaria aziendale è resa obbligatoria dalla legge nei seguenti casi: movimentazione manuale di carichi e movimenti ripetuti degli arti superiori (ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato un rischio effettivo); attività a unità videoterminale (ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato un’attività complessiva settimanale di 20 ore); esposizione ad agenti fisici (in tutti i casi in cui sia rilevata un’esposizione tale da supporre possibili conseguenze sulla salute); esposizione, trattamento e trasporto di sostanze pericolose (chimiche, cancerogene, mutagene, sensibilizzanti); agenti biologici. In aggiunta a tutti questi casi, la sorveglianza sanitaria è resa obbligatoria anche per il lavoro notturno; le radiazioni ionizzanti; il lavoro nei cassoni ad aria compressa; lavoro in ambiente confinato; lavori su impianti elettrici ad alta tensione; verifica dei requisiti psico-fisici a cura del medico competente del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico; esclusione dell’assunzione di sostanze stupefacenti nelle categorie previste dall’Intesa Stato Regione del  30 ottobre 2007; addetti settore sanità esposti a rischio infortunistico ferite da taglio e da punta.

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