Psichiatria

Di che cosa si occupa lo Psichiatra?

La psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa dello studio, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali. Lo specialista psichiatra persegue lo scopo fondamentale della psichiatria, cioè il raggiungimento ed il mantenimento della salute mentale dei pazienti da lui seguiti , attraverso diversi strumenti: medico-farmacologici, neurologici, psicologici, sociologici, giuridici. Ciò che differenzia la psichiatria dalla psicologia è che, pur essendo entrambe in stretta relazione con il paziente dal punto di vista della sintomatologia, la psichiatria è maggiormente orientata verso l’identificazione del disturbo mentale o psicologico come conseguenza del funzionamento anomalo a livello fisiologico del sistema nervoso centrale, e come tale suscettibile di intervento non soltanto di tipo cognitivo-comportamentale, ma anche farmacologico.

In che cosa consiste una visita Psichiatrica?

La visita psichiatrica tende a differenziarsi dalle altre visite specialistiche mediche, in quanto si svolge prevalentemente in forma diintervista-colloquio, più o meno guidato. In essa vengono richieste informazioni relative allo stato di salute generale, con relativi accertamenti effettuati e documentazione che la persona ritiene di presentare all’attenzione del medico. Parte dell’esame clinico riguarda le modalità del colloquio stesso, come la persona parla, si esprime, si presenta, si atteggia, in quale ordine espone le informazioni, a cosa dà risalto. Tale fase è fondamentale affinchè tra lo specialista ed il paziente si instauri un rapporto di fiducia, elemento imprescindibile per il buon esito della terapia. Uno degli scopi della visita è la formulazione di una diagnosi. La diagnosi non sempre è fattibile dopo una prima seduta, specialmente quella definitiva; ciò dipende dalla natura stessa delle patologie psichiatriche, che spesso presentano fasi diverse e sintomi diversi a seconda del momento, ma che condividono un comportamento prevedibile rispetto ad alcuni sintomi principali e alla risposta alle cure. La scelta della cura allo stesso modo può essere fatta da subito, oppure può richiedere più visite per essere definita. L’abilità dello psichiatra sta appunto nel riconoscere queste diverse fasi e nelladattare ad asse le strategie diagnostico-terapeutiche più adeguate.

Quali sono le più frequenti patologie di competenza dello Psichiatra?

DISTURBI D’ANSIA

 

I disturbi d’ansia sono la patologia psichiatrica più diffusa. In Italia oltre 2,5 milioni di persone adulte ne sono affette ogni anno, e oltre 8,5 milioni di persone soffrono di un disturbo d’ansia nel corso della loro vita. Ansia, paura e panico non sono né sinonimi, né intensità differenti del medesimo fenomeno: sono elementi del vissuto emotivo qualitativamente differenti fra loro. L’ansia e la paura sono stati emotivi radicati nella natura umana che implicano l’attivazione delle risorse individuali contro uno stimolo avverso, e hanno la finalità di aumentare la possibilità di affrontare con successo lo stimolo che lo ha indotto. In particolare, lansia è uno stato di allerta verso un pericolo generico, mentre la paura è uno stato emotivo preparatorio alla risposta a un pericolo specifico. Ansia e paura diventano condizioni patologiche se rappresentano una risposta di allerta esagerata o inopportuna rispetto allo stimolo, come per esempio nel caso delle fobie (per esempio fobia delle cavallette, dei serpenti, delle iniezioni) e della preoccupazione catastrofica, presente sempre e comunque nel caso della cosiddetta “ansia generalizzata” (per esempio paura per le novità, paura perché si possa verificare un evento sfavorevole seppur remoto, ecc.) , oppure in assenza di stimolo, come nel caso dell’ attacco di panico.

 

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

 

I disturbi del comportamento alimentare, come lanoressia e la bulimia, possono essere i sintomi di un complesso disagio globale che coinvolge l’individuo e la sua sfera familiare e sociale. Colpiscono prevalentemente le donne e si manifestano soprattutto nel corso dell’adolescenza.

Lanoressia nervosa è caratterizzata da questi sintomi:

– rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al livello minimo normale per l’età e la statura;

– intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso;

– alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso e la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma sul livello di autostima;

– nelle donne dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi

La bulimia nervosa si manifesta quando:

– si mangia, in un definito periodo di tempo, una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbero nello stesso tempo e in circostanze simili (abbuffate ricorrenti); questi episodi sono accompagnati dalla sensazione di perdere il controllo;

– si verificano ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso (come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, digiuno o esercizio fisico eccessivo);

– le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi;

– i livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.

 


DISTURBI DELL’UMORE: UN DISTURBO DA NON CONFONDERE CON LA DEPRESSIONE

 

La maggior parte delle persone che chiedono un supporto psicologico o psichiatrico si descrivono come depressi e, conseguentemente, credono di “avere la depressione”. I sintomi riferiti sono però per la maggior parte aspecifici, come la febbre in ambito internistico: così come la febbre può avere molte cause, dal colpo di sole al tumore, anche il sintomo “depressione” può essere iscritto in condizioni cliniche completamente differenti, non sempre etichettabili come malattia depressiva, e che quindi necessitano di strategie terapeutiche fra loro differenti. Per curare con successo queste patologie il primo passo indispensabile è quindi unaccurata diagnosi.

 

CARATTERISTICHE E SINTOMI

 

I disturbi dell’umore sono spesso definiti anche disturbi dei ritmi cronobiologici in quanto la loro causa, seppur in larga misura misconosciuta, sembra strettamente connessa ai ritmi ormonali-organici. È proprio questa la caratteristica fondamentale che li contraddistingue dalle altre depressioni. Sono patologie che si manifestano con fasi caratterizzate da tipici sintomi quali il sentirsi tristi e abbattuti (umore deflesso), rapidi e improvvisi cambiamenti emotivi (labilità emotiva), la mancanza di energie e la mancanza di voglia di fare anche cose che normalmente provocherebbero piacere ai soggetti colpiti. La comparsa delle fasi si collega alle stagioni, con manifestazioni più frequenti in autunno ed in primavera, sebbene ciascun individuo affetto possa identificare una propria stagionalità. Le fasi sono in stretta connessione all’andamento dei cicli ormonali, fra i quali quelli sessuali: le donne che ne sono colpite, per esempio, lamentano delle fasi premestruali mensili particolarmente intense anche dal punto di vista emotivo; la gravidanza, il post-partum e la menopausa possono essere momenti in cui la malattia esordisce o comunque ha maggior probabilità di dare segno di sé o, al contrario, talvolta risente in modo positivo della ritmicità ormonale. Le fasi di malattia, per loro intrinseca natura, si possono ripresentare tali e quali più volte nella vita di una persona, anche a distanza di anni da una completa remissione dell’episodio precedente.

 

DEPRESSIONE

 

Con il termine “depressione” vengono oggi indicate differenti condizioni.
Il sintomo depressione rappresenta un abbassamento (deflessione) del tono dellumore associato a un venir meno dello slancio vitale; il dolore non si attenua col passare del tempo, sembra esagerato in rapporto al presunto evento scatenante, o inappropriato onon collegato ad alcuna causa evidente. Il termine “depressione” può essere utilizzato nella connotazione della sindrome depressiva, ove certamente il nucleo portante del quadro clinico resta l’umore deflesso. A esso si accompagna una costellazione di sintomi che investono larea emotivo-affettiva (sentimenti di colpa, inadeguatezza e/o rovina), quella neurovegetativa (alterazione del ritmo sonno-veglia, dell’alimentazione, del peso corporeo), lattività psicomotoria (rallentamento/agitazione, senso di vuoto mentale, difficoltà nell’espressione verbale e alterazione della mimica) e, infine, la cognitività (alterazione dell’attenzione, della capacità di concentrazione, della memoria). Il quadro psicopatologico è caratterizzato da una globale perdita di vitalità, che si manifesta in ogni ambito della vita del soggetto ed è spesso oggettivamente osservabile, anche nell’espressione del volto. Si presenta come un sentimento di malinconia e indifferenza: il paziente riferisce l’incapacità di provare emozioni e sentimenti adeguati. La depressione può comparire in conseguenza a molti e diversi stimoli (eventi di vita, malattie mediche, assunzione di farmaci o sostanze ad azione psicotropa) e in questo caso viene considerata un problema di adattamento, oppure costituire una fase di una malattia dell’umore.

Tariffe

Prima visita specialistica
80€
Visita specialistica di controllo
60€

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