Protesica

Di cosa si occupa l’Odontoiatria Protesica

L’odontoiatria protesica si occupa di ricreare, attraverso l’utilizzo di protesi opportunamente progettate, una condizione di salute del cavo orale che permetta il ripristino di tutte le funzioni estetiche e meccaniche perse in precedenza. Sono  diverse le patologie che possono portare ad uno squilibrio della nostra salute e che possono determinare, come esito, una perdita parziale o totale degli elementi dentali in assenza dei quali è impossibile avere una corretta masticazione.  Una carie molto profonda, un evento traumatico così come un infezione cronica o acuta del sistema di sostegno del dente (parodonto) possono indurre una compromissione della stabilità della struttura dentale che non essendo più capace di reggere il carico masticatorio,  può andar incontro alla perdita dell’elemento stesso in seguito ad  una frattura o ad una estrazione chirurgica programmata eseguita dal dentista. Come conseguenza della perdita naturale o meno dei denti, la masticazione verrà privata del suo equilibrio con ripercussioni nell’ambito della stabilità occlusale, della salute dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) ed indirettamente anche della digestione che, come noto, ha nel cavo orale il suo inizio.  In particolare, nell’odontoiatria protesica, l’odontoiatra può utilizzare come appoggio per le sue protesi sia i tessuti naturalmente presenti come ad esempio denti e gengive, sia delle strutture artificiali di supporto come gli impianti.

Principali trattamenti di Odontoiatria Protesica

Protesi fissa su dente naturale

Il dente naturale grazie alle sue proprietà è l’elemento più adatto a costituire il supporto di una protesi che possa integrarsi all’interno di un sistema complesso come quello che cavo orale. In generale vi sono due specifiche situazioni nelle quali le caratteristiche del dente naturale vengono sfruttate per la costruzione di una protesi fissa e queste sono le seguenti: 1) compromissione della corona dentale ; 2) assenza di uno o più elementi. Per quanto riguarda la compromissione della struttura del dente, quando questa non ne permette una sicura affidabilità nel supportare un carico come quello che si sviluppa durante la masticazione, l’elemento viene opportunamente “limato” per ridurlo di volume al fine di poter accogliere una “corona artificiale” prodotta su misura in laboratorio.  In caso di assenza di uno o più elementi, verranno sfruttati quelli più vicini alla zona interessata dalla mancanza del dente. Anche in questo ci sarà un azione di “limatura” che avrà lo scopo di creare dei “pilastri” adeguati a poter accogliere non più delle capsule singole ma una struttura nota come “ponte” che presenta alle sue estremità i suddetti pilastri e nel mezzo una capsula “sospesa” , con un ripristino meccanico ed estetico degli elementi mancanti. In entrambi i casi il legame stabile e duraturo tra moncone dentale limato e capsula protesica verrà assicurato dall’azione di un cemento,  inizialmente provvisorio e poi in fase finale definitivo.

Protesi mobile

La protesi mobile ha il compito di sostituire gli elementi dentali mancanti sfruttando i tessuti duri (denti) o molli (gengive) ancora presenti nel cavo orale, senza però che la stabilità venga assicurata da una cementazione o avvitamento. Il paziente avrà in questo modo la possibilità di rimuovere quotidianamente la protesi per poter eseguire tutte le corrette manovre di pulizia e controllo della stessa. Può esser a sua volta distinta in due categorie a seconda del supporto utilizzato e del numero di denti che dovrà andare a sostituire. Parliamo di protesi mobile parziale quando questa viene creata in presenza di elementi dentali residui, a differenza invece della protesi mobile totale comunemente conosciuta come “dentiera”, che invece sostituirà tutti gli elementi dentali precedentemente perduti. Nel primo caso verranno sfruttati come supporto gli elementi dentali, attraverso la creazione di appositi ganci, nel secondo caso invece la stabilità della protesi verrà assicurata solo dal supporto gengivale e dall’utilizzo di apposite paste (es. kukident).

Protesi su impianti

Gli impianti  sono strutture artificiali che, simulando l’azione e la forma delle radici dentali, permettono il sostegno di una protesi. A differenza degli elementi naturali quindi, il loro impiego è esclusivamente riservato ai casi di mancanza di uno o più denti (edentulia), anche se i progressi tecnologici e gli studi scientifici hanno permesso di poterli sfruttare per il sostegno di qualsiasi tipo di protesi. In aggiunta alle sostituzione di elementi singoli con la creazione di “corone singole” o di più elementi con la creazione di “ponti” più o meno estesi, gli impianti possono oggi sostenere protesi totali collegate tramite un meccanismo di clip ad “incastro” anche in condizioni di supporto osseo non favorevoli. Gli impianti aprono quindi una nuova frontiera nel recupero della masticazione e di una corretta occlusione, fornendo così un arma in più nelle mani dell’odontoiatra in caso di assenza totale di più elementi.

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